Guida completa alla mastoplastica additiva
La mastoplastica additiva è un intervento di chirurgia estetica che permette di aumentare il volume del seno e di modificarne forma e proporzioni. L’obiettivo non dovrebbe essere semplicemente ottenere un seno più grande, ma creare un risultato armonioso rispetto al torace, alla silhouette e alle caratteristiche anatomiche della paziente.
Negli ultimi anni l’approccio alla chirurgia mammaria è diventato sempre più personalizzato. La scelta della protesi, della tecnica chirurgica e del piano di posizionamento viene effettuata dopo aver analizzato attentamente la struttura del seno, la qualità della pelle e le aspettative individuali.
Che cos’è la mastoplastica additiva
La mastoplastica additiva consiste generalmente nell’inserimento di una protesi mammaria allo scopo di aumentare il volume del seno.
Può essere presa in considerazione quando il seno è naturalmente poco sviluppato oppure quando ha perso volume dopo eventi come:
- gravidanza;
- allattamento;
- dimagrimento;
- variazioni di peso;
- invecchiamento;
- modificazioni ormonali.
L’intervento può inoltre contribuire a correggere alcune asimmetrie tra le due mammelle.
La valutazione iniziale rimane fondamentale per capire se l’aumento mammario rappresenti realmente la soluzione più adatta.
La prima visita con il chirurgo
La consultazione preoperatoria rappresenta una fase essenziale.
Durante la visita vengono analizzati diversi elementi:
- volume mammario presente;
- larghezza del torace;
- posizione delle mammelle;
- qualità e spessore della pelle;
- elasticità dei tessuti;
- posizione del capezzolo;
- eventuali asimmetrie;
- presenza di rilassamento mammario.
Il chirurgo raccoglie inoltre informazioni sulla salute generale, sulle terapie farmacologiche e sugli eventuali interventi precedenti.
Questa valutazione permette di definire una strategia chirurgica individuale.
Come scegliere il volume del seno
La dimensione della protesi non dovrebbe essere scelta semplicemente in base a un numero di centimetri cubici.
Il volume deve essere compatibile con l’anatomia.
Tra gli elementi da considerare ci sono:
- larghezza della base mammaria;
- dimensioni del torace;
- quantità di tessuto disponibile;
- elasticità cutanea;
- altezza e costituzione fisica;
- proporzioni tra seno, vita e fianchi.
Due protesi dello stesso volume possono dare risultati completamente diversi su due persone differenti.
Per questo motivo la scelta deve essere effettuata sulla paziente e non su un modello standard.
Le protesi mammarie
Esistono differenti tipologie di protesi, con variazioni di volume, diametro, proiezione, forma e caratteristiche del gel interno.
La scelta dipende dal risultato desiderato ma soprattutto dalla conformazione anatomica.
Il chirurgo deve valutare quale impianto possa integrarsi meglio con i tessuti esistenti.
Protesi rotonde
Le protesi rotonde distribuiscono il volume in maniera relativamente uniforme.
A seconda del profilo e della posizione possono dare maggiore o minore riempimento della parte superiore del seno.
Una protesi rotonda non significa necessariamente ottenere un risultato artificiale.
La naturalezza dipende soprattutto dalla corretta scelta delle dimensioni e dalla copertura fornita dai tessuti.
Protesi ergonomiche
Le protesi ergonomiche utilizzano gel progettati per modificare parzialmente la distribuzione del volume in funzione della posizione del corpo.
L’obiettivo è ottenere un comportamento più dinamico dell’impianto.
Possono rappresentare una possibilità interessante in determinate pazienti, ma non costituiscono automaticamente la soluzione migliore per tutte.
Protesi anatomiche
Le protesi anatomiche hanno una distribuzione del volume studiata per riprodurre maggiormente la forma a goccia del seno.
Possono essere utilizzate in alcune situazioni specifiche.
Anche in questo caso l’indicazione dipende dall’anatomia, dal risultato desiderato e dalla tecnica utilizzata.
Dove può essere posizionata la protesi
Uno degli aspetti più importanti dell’intervento riguarda il piano di inserimento dell’impianto.
Le principali possibilità sono:
- retroghiandolare;
- retromuscolare;
- Dual Plane.
Ogni tecnica presenta caratteristiche differenti.
La scelta deve essere effettuata in base allo spessore dei tessuti, alla forma del seno e alla copertura necessaria.
Posizionamento retroghiandolare
Nel posizionamento retroghiandolare la protesi viene collocata dietro la ghiandola mammaria e davanti al muscolo pettorale.
Può essere indicato quando la paziente dispone di una quantità sufficiente di tessuto mammario per coprire adeguatamente l’impianto.
Nelle pazienti molto magre, invece, una copertura insufficiente può rendere più percepibili i margini della protesi.
Posizionamento retromuscolare
Nel posizionamento retromuscolare l’impianto viene collocato almeno parzialmente dietro al muscolo grande pettorale.
Il muscolo permette una maggiore copertura della parte superiore della protesi.
Questa soluzione può essere particolarmente utile nelle pazienti che dispongono di poco tessuto mammario.
La tecnica Dual Plane
Il Dual Plane rappresenta una tecnica nella quale la protesi viene coperta dal muscolo nella parte superiore, mentre nella parte inferiore può avere maggiore libertà rispetto a un posizionamento completamente retromuscolare.
Esistono differenti varianti della tecnica.
Il vantaggio è la possibilità di combinare una buona copertura dell’impianto nella parte superiore con una maggiore naturalezza del polo inferiore.
La scelta del tipo di Dual Plane dipende dalla conformazione del seno e dalla posizione dei tessuti.
Mastoplastica additiva e tecniche mini-invasive
La chirurgia mammaria moderna tende, quando possibile, a limitare il trauma sui tessuti.
Le tecniche meno invasive cercano di ridurre la dissezione e preservare maggiormente le strutture anatomiche.
Questo non significa però che una tecnica debba essere scelta soltanto perché definita “mini-invasiva”.
La priorità deve sempre essere l’indicazione corretta.
Mastoplastica additiva ibrida
La mastoplastica ibrida associa una protesi mammaria al lipofilling.
Il grasso viene prelevato da un’altra area del corpo, trattato e successivamente reiniettato nel seno.
Può essere utilizzato per:
- migliorare alcuni contorni;
- aumentare la copertura della protesi;
- correggere piccole asimmetrie;
- rendere alcune transizioni più morbide.
La combinazione tra protesi e grasso autologo permette quindi di lavorare in modo più preciso su determinati dettagli.
Aumento del seno con lipofilling
In alcune pazienti è possibile prendere in considerazione un aumento mammario utilizzando esclusivamente il grasso autologo.
Il grasso viene generalmente prelevato da addome, fianchi o cosce.
Dopo essere stato preparato viene infiltrato nel seno.
Questa tecnica permette generalmente aumenti più moderati rispetto a quelli ottenibili con una protesi.
Una parte del grasso trasferito può inoltre essere riassorbita nel tempo.
Mastoplastica additiva o mastopessi?
Un seno svuotato non è necessariamente soltanto un seno piccolo.
Quando il seno è molto rilassato e il capezzolo si trova in posizione bassa, aumentare semplicemente il volume può non essere sufficiente.
In questi casi può essere necessario associare o preferire una mastopessi.
La mastopessi permette di sollevare e rimodellare il seno.
Può essere realizzata:
- senza protesi;
- con protesi;
- eventualmente associata a lipofilling.
La scelta dipende dalla quantità di tessuto presente e dal grado di ptosi mammaria.
Dove vengono effettuate le incisioni
Per inserire la protesi è necessario effettuare un’incisione.
Uno degli accessi più utilizzati è quello nel solco sottomammario, cioè nella piega naturale situata sotto il seno.
Esistono anche altre possibilità chirurgiche.
La sede dell’incisione viene scelta in funzione dell’anatomia, del tipo di protesi e della tecnica utilizzata.
Le cicatrici
Ogni incisione chirurgica lascia una cicatrice.
La qualità della cicatrizzazione dipende da numerosi fattori:
- genetica;
- tipo di pelle;
- tensione sulla ferita;
- esposizione solare;
- abitudini individuali;
- capacità personale di cicatrizzazione.
Durante i primi mesi la cicatrice può apparire più evidente.
Generalmente tende poi a schiarirsi e ad ammorbidirsi progressivamente.
Non è però possibile garantire una cicatrice completamente invisibile.
Come si svolge l’intervento
Prima dell’operazione il chirurgo definisce con precisione il piano chirurgico.
Vengono stabiliti:
- tipo di protesi;
- dimensioni;
- piano di posizionamento;
- sede dell’incisione;
- eventuali correzioni delle asimmetrie;
- eventuale associazione con lipofilling o altre procedure.
Durante l’intervento viene creata la tasca che ospiterà la protesi e l’impianto viene posizionato secondo la tecnica programmata.
L’anestesia
La mastoplastica additiva viene eseguita con una modalità anestesiologica definita in funzione della tecnica, della struttura e delle condizioni della paziente.
Prima dell’intervento vengono effettuati gli esami necessari e la valutazione anestesiologica.
Il recupero dopo mastoplastica additiva
Il recupero varia da paziente a paziente.
Nei primi giorni è normale avvertire:
- tensione;
- gonfiore;
- fastidio;
- rigidità;
- limitazione temporanea di alcuni movimenti.
Questi disturbi tendono generalmente a ridursi progressivamente.
È importante rispettare le indicazioni postoperatorie e non accelerare i tempi di recupero.
Il reggiseno postoperatorio
Dopo l’intervento può essere indicato l’utilizzo di un reggiseno specifico.
Serve a sostenere il seno nelle prime fasi della guarigione e a stabilizzare la zona operata.
Il tempo di utilizzo viene stabilito dal chirurgo.
Quando si può tornare al lavoro
La ripresa dell’attività lavorativa dipende dal tipo di professione.
Chi svolge un lavoro sedentario può generalmente tornare prima rispetto a chi deve sollevare pesi o utilizzare intensamente le braccia.
La ripresa deve essere progressiva.
Quando si può tornare allo sport
Lo sport non dovrebbe essere ripreso immediatamente.
Nelle prime settimane è necessario evitare sforzi importanti e movimenti che coinvolgano intensamente il torace.
L’attività viene poi reintrodotta gradualmente.
Gli esercizi per i muscoli pettorali richiedono particolare attenzione, soprattutto quando la protesi è stata posizionata in relazione al muscolo.
Quando si vede il risultato definitivo
Il seno immediatamente dopo l’intervento appare generalmente più gonfio e teso.
Con il passare delle settimane i tessuti iniziano ad adattarsi.
La protesi si stabilizza e il seno assume progressivamente una forma più naturale.
Il risultato definitivo non dovrebbe quindi essere giudicato nelle prime settimane.
L’evoluzione completa richiede tempo.
I possibili rischi
La mastoplastica additiva è un intervento chirurgico e comporta possibili complicanze.
Tra quelle conosciute possono esserci:
- ematoma;
- sanguinamento;
- infezione;
- sieroma;
- problemi di cicatrizzazione;
- alterazioni temporanee o persistenti della sensibilità;
- asimmetria;
- spostamento della protesi;
- rippling;
- visibilità dell’impianto;
- contrattura capsulare;
- rottura della protesi;
- necessità di un nuovo intervento.
I rischi devono essere spiegati durante il percorso di consenso informato.
La contrattura capsulare
Dopo l’inserimento di una protesi l’organismo crea naturalmente una capsula di tessuto attorno all’impianto.
In alcuni casi questa capsula può diventare troppo spessa e contrarsi.
Il seno può diventare più duro, doloroso o modificare la propria forma.
Le forme più importanti possono richiedere un ulteriore intervento chirurgico.
La rottura della protesi
Una protesi mammaria non deve essere considerata necessariamente permanente per tutta la vita.
Nel corso degli anni può verificarsi deterioramento o rottura.
Per questo motivo il follow-up rimane importante anche a distanza dall’intervento.
Protesi e BIA-ALCL
Tra i rischi rari associati agli impianti mammari viene discusso anche il BIA-ALCL, un linfoma associato alle protesi mammarie.
La patologia è rara, ma deve essere conosciuta.
Un aumento improvviso del volume del seno, dolore o modificazioni insolite comparse a distanza di tempo dall’intervento devono essere valutate da un medico.
Le protesi devono essere sostituite ogni dieci anni?
Non esiste una regola che imponga automaticamente la sostituzione di tutte le protesi dopo dieci anni.
Allo stesso tempo non è corretto considerarle dispositivi destinati necessariamente a durare per tutta la vita.
La decisione dipende dall’integrità dell’impianto, dall’evoluzione del seno e dalla presenza o meno di complicanze.
I controlli nel tempo
Dopo una mastoplastica additiva è importante mantenere controlli periodici.
Il chirurgo può indicare visite ed eventuali esami diagnostici in funzione della situazione individuale e del tipo di impianto utilizzato.
È inoltre importante comunicare sempre la presenza delle protesi ai professionisti che effettuano esami del seno.
Gravidanza dopo mastoplastica additiva
Una gravidanza è possibile anche dopo una mastoplastica additiva.
Bisogna però considerare che gravidanza e allattamento possono modificare nuovamente forma e volume del seno.
La ghiandola mammaria può aumentare durante la gravidanza e successivamente ridursi.
Questo può influenzare il risultato ottenuto con l’intervento.
Allattamento dopo l’intervento
La capacità di allattare dipende da diversi fattori:
- anatomia iniziale;
- tecnica utilizzata;
- sede dell’incisione;
- caratteristiche individuali.
Non è quindi possibile garantire in anticipo la capacità di allattamento.
Le pazienti che desiderano future gravidanze dovrebbero discuterne apertamente durante la consultazione.
Come scegliere il chirurgo
La scelta del chirurgo rappresenta uno degli aspetti più importanti dell’intero percorso.
Durante la visita è opportuno comprendere:
- quale tecnica viene proposta;
- perché è stata scelta;
- quale tipo di protesi verrà utilizzato;
- dove verrà posizionata;
- quali cicatrici sono previste;
- quali risultati sono realistici;
- quali rischi esistono;
- come viene organizzato il follow-up.
La consultazione dovrebbe essere un momento di pianificazione e non semplicemente una scelta della dimensione della protesi.
Il concetto di risultato naturale
Naturale non significa necessariamente piccolo.
Il risultato dipende principalmente dalle proporzioni.
Una protesi più importante può risultare armoniosa su una determinata struttura fisica, mentre un volume più ridotto può essere meno equilibrato su un’altra.
La naturalezza nasce dal rapporto tra seno, torace e silhouette.
Le fotografie prima e dopo
Le fotografie di altri interventi possono essere utili per comprendere lo stile di lavoro di un chirurgo.
Non possono però rappresentare una garanzia.
Ogni paziente possiede caratteristiche anatomiche differenti.
Pelle, volume mammario, torace, posizione del capezzolo e qualità dei tessuti influenzano il risultato finale.
Le fotografie devono quindi essere utilizzate come riferimento informativo e non come catalogo di risultati da riprodurre.
Quanto dura il risultato
Il risultato della mastoplastica additiva cambia nel corso della vita.
Il corpo continua a evolvere.
Gravidanze, variazioni di peso, invecchiamento e perdita di elasticità cutanea possono modificare progressivamente il seno.
Anche le protesi devono essere controllate nel tempo.
Per questo motivo una mastoplastica ben pianificata dovrebbe considerare non soltanto il risultato immediato, ma anche la possibile evoluzione futura.
Una chirurgia sempre più personalizzata
La mastoplastica additiva moderna non dovrebbe essere standardizzata.
Posizionamento retroghiandolare, retromuscolare, Dual Plane, lipofilling e tecniche ibride rappresentano strumenti differenti che il chirurgo può utilizzare in funzione della situazione.
Non esiste quindi una tecnica universalmente migliore.
Esiste una tecnica più o meno appropriata per una determinata anatomia.
La qualità del risultato dipende soprattutto dalla capacità di combinare correttamente volume, forma, copertura dei tessuti, posizione della protesi e aspettative della paziente.
Una guida può aiutare a comprendere meglio l’intervento, ma non sostituisce una visita specialistica e una valutazione individuale.
Per approfondire la mastoplastica additiva e la tecnica Dual Plane: mastoplastica additiva con il Dott. Riccardo Marsili